Overture & Drama
Lui ormai è vecchio, e certe cose non le capisce.
Ha spalancato la porta con una furia che non avrei mai sospettato. Era paonazzo in volto, esasperato, come se avesse combattuto le forze del male, come se si fosse caricato sulle spalle il peso di tutto il dolore del mondo. (ameni grovigli di spine e timori; la fuliggine che insozza il già lordo ed abusato concetto del viver sereno) Io sedevo sul letto, leggendo le righe di un libro senza sapore. Tutto ciò che mi restava da fare era abbassare gli occhi, gonfiare i polmoni di un sospiro rassegnato e aspettare pazientemente la fine del temporale.
Fu il solito scroscio di parole sacrosante. A cui tessevo, nella speranza di oppormici, l’altrettanto scontata tela di appassiti intramezzi circostanziali.
Eppure stavolta qualcosa era diverso. Si trattava di un indefinito fattore occulto e palese assieme; uno scorcio di prospettiva un’immagine, un odore stantìo percepito dai sensori della coscienza. Era come uno spillo conficcato sotto alla prima epidermide, quella più carnosa e delicata.
Primo, i suoi occhi erano scavati, listati di nero. Non aveva dormito. Secondo, la violenza dei rimproveri rimane ineguagliata. Grida del disperato, voce stessa dell’angoscia, dell’impotenza. Terzo, la mamma non attendeva sulla porta, né origliava, lei, di solito così paziente e fiduciosa.
Mentre scrivo papà se ne è andato. I tendaggi, le coltri, gli oggetti e i pupazzi di quando ero piccola son tornati ad immergersi nel loro bagno di silenzio. Sto qua, seduta sul letto, con il portatile sulle ginocchia. Sola. Cosciente della mia malattia, alla ricerca della strada maestra per uscirne. Come vorrei che dipendesse solo dalla mia volontà!
Già, perchè io, essere pensante, splendido macchinario, lustro dell’ingegno di un Dio che pur di ingannarci ha preferito non esistere… …so imparare dai miei errori, e saprei migliorarmi, potrei guarire! Invece la carne no, lei è autoreferente e non si fregia dell’esperienza della memoria, non sa usare lo sgomento della sofferenza per farsi stratega e difendersi meglio. Da qui in poi, il processo distruttivo si fa costante, lento, materialmente incontestabile.
Esco, ho una gran voglia di divertirmi.
E di smettere di pensarmi.
Benvenuti nel sabato sera di Rimini.
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